Super Bowl: 1 su 7 rischia il fallimento

come pensano i ricchi

Lunedì ho letto un articolo molto interessante sul Sole 24: riguarda le star del Super Bowl e la loro situazione finanziaria.  Te lo consiglio, perché penso possa incuriosire anche te.
Se ancora non lo sai, perché magari non hai mai prestato attenzione a questo evento, il Super Bowl della National Football League (NFL) è l’evento sportivo americano più atteso e seguito per la cultura popolare statunitense, e la 51ma edizione si è giocata nella notte tra domenica e lunedì, (a Houston erano le 17.30).
È un evento talmente importante che gli sponsor spendono milionate per apparire nelle pubblicità dell’evento: secondo CNBC  l’emittente televisiva Fox avrebbe richiesto intorno ai 5 milioni di dollari per slot di soli 30 secondi di pubblicità, quindi potenzialmente 30 milioni di dollari per una pubblicità di 3 minuti).

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Questo accade perché 100 milioni di spettatori americani si entusiasmano con patriottismo al gioco sul campo e attendono con ansia l’esibizione musicale spettacolare dell’intervallo, che ospita ogni anno celebrità di fama mondiale (come Beyoncé lo scorso anno e Lady Gaga quest’anno). Persino il Papa ha fatto il suo intervento con il suo messaggio di saluto prima dell’incontro!

Ma perché quest’articolo ha catturato la mia attenzione?

Sembra che tra i protagonisti del Super Bowl, campioni famosissimi, che godono dell’attenzione e dell’ammirazione di milioni di cittadini americani, 1 su 7 sia a rischio di fallimento finanziario. Con ascolti tv comparabili a quelli della Champions League è facile capire che parliamo di ragazzi milionari che, evidentemente, arrivati all’apice del successo troppo in fretta, non sono in grado di gestire la propria situazione finanziaria, al punto di fallire quando per loro cala il sipario della scena sportiva.

Perché succede?

Secondo una delle massime esperte in alfabetizzazione finanziaria al mondo, Annamaria Lusardi, ed il neurosceienziato Colin Camere, citati nell’articolo del Sole 24 Ore, i campioni in questione non sarebbero sufficientemente preparati ad affrontare la “vita reale” a carriera conclusa: spesso provenienti da classi di reddito meno abbienti e con scarsa istruzione non hanno le conoscenze finanziarie adatte per gestire grosse somme di denaro, cosicché “A dodici anni dopo il ritiro dalle gare, oltre il 15% degli atleti ha dichiarato bancarotta” e “a finire in malora non sono gli atleti che hanno guadagnato poco, ma anche quelli più ricchi”.
Credo che una situazione del genere richiami molto ciò che accade a quei pochi eletti che vincono alla lotteria. In un mio articolo, che ti consiglio di leggere se non lo hai già fatto, parlo proprio di questo. 
Non è solo un problema dei giocatori di football strapagati: in generale, per chi non ha imparato come si usa il denaro, bastano 1.000 giorni per mandare in fumo milioni di euro o, in questo caso, di dollari.
Ti dirò di più, non basta una preparazione teorica per imparare a usare il denaro, hai bisogno di gestire un processo mentale lavorando nella pratica a piccoli passi: se sei abituato a guadagnare 1.000 o 2.000 euro al mese la tua mente non riesce a gestire affari del valore di milioni.
Dovrai cominciare con affari da 10.000, 50.000, 100.000 euro magari, in modo che la tua mente possa abituarsi a gestire difficoltà e rischi sempre maggiori. Un po’ come quando ti alleni: non parti con manubri da 80 Kg; magari cominci da 10 Kg, poi da 20 e così via, altrimenti rischi di romperti un braccio!
Ma quando non hai scelta perché diventi improvvisamente milionario come nel caso di questi campioni? Sicuramente starai sorridendo pensando “tanto a me non capiterà mai” e da una parte sto ridendo con te (dall’altra, nella vita, non si può mai sapere). Ma prendiamo questo caso e pensiamo a una soluzione.
Partiamo dai consigli che Lusardi e Camere, dispensano agli atleti:
– impegnarsi a conoscere le basi dell’educazione finanziaria per abituarsi a risparmiare per il proprio futuro e avere più consapevolezza prima di firmare i contratti;
– applicare i principi dell’allenamento fisico all’area finanziaria, poiché anche nella gestione del proprio denaro sono necessari l’allenamento, la costanza e la capacità di superare le battute d’arresto;
– distribuire il proprio reddito annuo su un orizzonte temporale più lungo, il che è utilissimo per resistere alla tentazione di spendere tutto subito;
– scegliere il consulente giusto e considerare con attenzione le proposte che fa.
Mi concentrerei su quest’ultimo punto, perché credo che sia fondamentale in una situazione del genere avere qualcuno di più preparato che sia di supporto.
Ma più che un consulente, credo che la figura migliore sia il coach: qualcuno che già gestisce queste somme di denaro e possa darti una mano a capire come gestirle, con il proprio esempio e i propri insegnamenti. Un coach può insegnarti le basi dell’educazione finanziaria e via via, come un personal trainer che ti aiuta mentre ti alleni in palestra, accelerare il processo che ti porta a raggiungere i tuoi obiettivi, e questo vale che tu sia un milionario inesperto o che tu sia semplicemente un aspirante tale. Con gli strumenti che il coach ti può dare, sarai tu, con la tua testa, a raggiungere i tuoi traguardi, la tua libertà.
Nella vita reale la libertà finanziaria va costruita con preparazione, costanza e voglia di fare. Altrimenti la strada verso il fallimento è inevitabile.
Lavora sodo e impara a farti pagare tanto.  Poi fermati e impara a gestire e a proteggere i tuoi soldi. O sarai solo un povero con un alto tenore di vita.

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Alfio Bardolla

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