Perché non posso insegnare a un povero a diventare ricco

come pensano i ricchi

La mia professione è insegnare alle persone a creare la loro libertà finanziaria. A diventare ricchi, se preferisci dire così.
Come dico sempre, ricco è colui che può mantenere il suo tenore di vita anche smettendo di lavorare.

Perché faccio questa professione? Perché mi piace insegnare queste cose. Mi piace influenzare positivamente la vita delle persone.
Non è questione di bontà, è una cosa che mi piace e mi fa sentire bene.
C’è solo un problema.
Il problema è questo: non posso insegnare alle persone povere a diventare ricche.
Lo so che sono proprio le persone che più ne hanno bisogno e, credimi, all’inizio di Alfio Bardolla Training Group S.p.A. ho immaginato schiere di persone con problemi finanziari partecipare ai miei seminari (costavano molto meno allora) e imparare e cambiare la loro vita. Facevamo degli annunci pubblicitari sul tipo “Basta capufficio, impara come diventare finanziariamente libero”.
Ma non funzionavano. I poveri rimanevano poveri.
E’ una questione di atteggiamento che genera povertà che genera l’atteggiamento che genera la povertà… in un circolo vizioso.

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Perché non posso insegnare a un povero a diventare ricco

Una persona povera o della classe media ha delle convinzioni sui soldi, sulla ricchezza e sul denaro ben specifiche. E negative.
Può pensare per esempio che non potrà mai essere ricca, che i ricchi sono bastardi e che il denaro è lo sterco del diavolo. Sono solo alcune delle convinzioni che le persone dicono quando facciamo questo esercizio leggendo il libro I Soldi Fanno la Felicità.
Fondamentalmente, una persona povera vorrebbe essere ricca, ma non vuole imparare – ovvero ha forti barriere psicologiche – ad essere ricco.
Va bene vincere al superenalotto o ereditare dallo zio ricco, ascoltare tutti gli imbroglioni che ti vendono sistemi “rapidi per diventare ricco”. Ma non imparare i meccanismi della libertà finanziaria.
Non per cattiveria, ma per una struttura psicologica, causata da genitori, parenti, amici e in generale l’ambiente.
Una vera e propria gabbia mentale che impedisce di vedere e credere (e quindi imparare e mettere in pratica) a ciò che io insegno.
Si può aprire uscire da questa gabbia mentale? Certo!
Ma non può farlo un formatore, per quanto ci tenga e si dia da fare.
Se sei nella gabbia, devi uscirci da te.

A chi posso insegnare a diventare ricco?

A chiunque voglia imparare a diventare ricco.
Chi vuole imparare, sia oggi povero, classe media o ricco è già uscito dalla gabbia o almeno si è reso conto della gabbia mentale in cui vive.
Molti lettori del mio libro mi scrivono dicendo “il tuo libro mi ha aperto gli occhi” e cose di questo genere.
Ed è proprio questa la sensazione: aprire gli occhi e vedere ciò che era sempre là, ma non avevi mai visto. I meccanismi della ricchezza che dividono quelli che li conoscono (i ricchi) da quello che non li conoscono (i poveri e la classe media).
Se hai visto il film Matrix è come quando Neo capisce che la realtà che conosceva non era vera, ma creata da un computer e che la realtà era molto diversa.
Quando capisci  che ciò che ti hanno sempre ripetuto (trovati un lavoro, comprati la casa, non fare debiti, i ricchi sono tutti disonesti, il denaro è sporco) è assolutamente sbagliato e che chi gestisce il gioco si comporta in tutt’altro modo… è un vero momento di illuminazione.
E quindi, le persone che vogliono imparare. A loro posso insegnare.
Perché hanno capito che

  • esiste un sistema per diventare finanziariamente liberi
  • si può imparare

Se stai leggendo questo blog credo tu faccia parte di questo gruppo di persone. E sono molto contento.
Vorrei che ci fossero più persone come te e ti invito a far conoscere questo questo blog e la sua newsletter a chi credi che, come te, pensa che la ricchezza si può imparare.

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Al prossimo appuntamento con la libertà finanziaria,
Alfio Bardolla

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