Intelligenza emotiva: che cos’è e come migliorarla

intelligenza emotiva

Per essere una persona e un leader di successo non basta semplicemente avere ottime qualità, è anche necessario saper gestire e coltivare le emozioni.

Una delle principali soft skills richieste negli ultimi tempi, in particolare nel mondo del lavoro, è una competenza sempre più difficile da trovare.

Sto parlando dell’intelligenza emotiva, la capacità di riconoscere le proprie emozioni, comprendere anche quelle altrui e saperle gestire nel modo più consapevole possibile.

In pratica è la capacità di avere empatia nei confronti delle persone che ci circondano.

Devi sapere che ogni giorni vivi oltre 500 esperienze emotive, quindi come poter fare per riconoscerle e gestirle in modo costruttivo? Ecco svelato il motivo per cui questa è un’abilità chiave difficile da trovare.

Ma come tutte le abilità, anche sulle emozioni si può lavorare.

All’evento mondiale Wake Up Call LiveStream di quest’anno, dove parleremo principalmente di libertà e crescita finanziaria, toccheremo anche l’argomento delle emozioni, delle attitudini e del mindset, perché se non si parte da qui, sarà difficile capire come intraprendere il percorso che possa trasformare la tua vita.

In particolare grazie all’intervento di Vishen Lakhiani, che ritiene importante allenare corpo, mente e anima, andremo ad approfondire questo argomento.

Per questo ho deciso di chiamare anche altri esperti nazionali e internazionali in questo campo per darti una visione a 360° di tutte le tecniche necessarie a gestire al meglio la tua situazione personale e quindi finanziaria.

Con me e Vishen Lakhiani ci saranno anche Robert Kiyosaki, Robert Allen e Giacomo Bruno, tutti autori Bestseller e massimi esponenti di finanza e crescita personale.

I buoni e i cattivi leader

Secondo il celebre psicologo statunitense, Daniel Goleman, l’intelligenza emotiva determina il successo dei leader attraverso due componenti, una interna e l’altra esterna.

I “buoni capi” devono essere capaci di gestire le loro emozioni, devono essere capaci di rimanere focalizzati sugli obiettivi anche nei periodi di crisi come questo. Ma allo stesso tempo devono riuscire a sintonizzarsi sulle altre persone del team, percependo disagi, proponendo soluzioni, condividendo i concetti giusti, coinvolgendo tutti nei progetti per ottenere il massimo.

Non è un caso che oggi si tenda a essere sempre meno pazienti nei confronti dei “cattivi capi”, incapaci di ascoltare i collaboratori, guidare i dipendenti e condividere i meriti.

La maggior parte delle persone di successo possiede proprio un buon livello di intelligenza emotiva:

un manager deve essere capace di tradurre competenze sociali e interpersonali in strategie di leadership, creando a sua volta un ambiente di lavoro emotional-friendly in cui tutti si sentano compresi, apprezzati, connessi e incoraggiati a condividere le proprie emozioni, a dare il meglio per il beneficio dei colleghi e dell’azienda.

Il modello Goleman-Boyatzis

Per quanto riguarda l’intelligenza emotiva, Goleman e Richard Boyatzis, propongono un modello composto da quattro ambiti, con relative competenze:

  • Autoconsapevolezza: riuscire a sapere cosa sento e perché
  • Autogestione: capacità di gestire le emozioni stressanti e individuare quelle positive
  • Consapevolezza sociale: saper empatizzare con le emozioni degli altri
  • Gestione delle relazioni: riuscire a lavorare con gli altri, risolvere conflitti, ispirare e motivare

La conoscenza di sé e l’empatia, un tempo elementi sottovalutati, venivano considerati elementi innati, capaci di influenzare la nostra intera esistenza e, dunque, anche la vita personale e professionale.

La domanda è: si possono in qualche modo imparare?

Certo che sì. Devi cominciare con l’avere un’idea precisa di come sei percepito dagli altri.

Come migliorare l’intelligenza emotiva

Una persona o un leader carente in intelligenza emotiva che vuole migliorare, dovrebbe innanzitutto chiedere in forma anonima, tra tutte le persone con cui ha a che fare o con cui lavora, come viene percepito il suo modo di essere.

Una volta individuati punti di forza e debolezze agli occhi degli altri, dovrebbe ogni giorno concentrarsi su tali aspetti, ad esempio la capacità di ascolto, facendo pratica ogni volta che se ne presenti l’occasione.

Occorre tempo e impegno ma, dopo qualche mese, diventerà tutto molto spontaneo. Difficile però riuscire a gestire questo processo da soli. Meglio affidarsi a un mental coach o a un programma personalizzato.

Secondo gli esperti, se coltivata in questo modo, l’intelligenza emotiva può migliorare anche del 70%. Per creare un ambiente di lavoro “positivo”, un buon leader dovrebbe essere capace di aumentare l’intelligenza emotiva al suo interno, magari creando spazi ad hoc dove le persone possano prendersi una pausa o lavorare in privato, un vero e proprio trend del momento.

Gestire le emozioni non è cosa da poco conto, ma si può sempre cominciare da qualche parte e perché non farlo con i migliori formatori al mondo di crescita personale e finanziaria?

Ti aspetto con Robert Kiyosaki, Vishen Lakhiani, Robert Allen e Giacomo Bruno al Wake Up Call il 12/13/14 febbraio 2021.

Alla tua Libertà Finanziaria.

Alfio Bardolla.

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