2I 4 cerchi della ricchezza – parte 2

2I 4 cerchi della ricchezza – parte 2

Nel primo articolo di questa serie ti ho presentato i 4 cerchi della ricchezza: lavoratore dipendente, libero professionista, imprenditore, investitore.
Abbiamo visto insieme come il lavoratore dipendente, colui che è più lontano di tutti dalla ricchezza – indipendentemente dal suo stipendio perché non rispetta la mia definizione di ricchezza – deve cambiare radicalmente la sua psicologia e i suoi comportamenti nei confronti del denaro.
In questo articolo vediamo il cerchio dei professionisti.

Il cerchio dei professionisti: tutti i limiti di “come lo faccio io non lo fa nessuno”

Il professionista e il piccolo imprenditore (cioè colui che è direttamente e pesantemente coinvolto nella sua “azienda” alla quale fornisce competenze indispensabili) sono guidati dalla convinzione che “come lo faccio io non lo fa nessuno”.
E magari sarà pure vero in qualche caso: magari sono bravissimi professionisti, medici, avvocati, ingegneri, pubblicitari o panettieri. Hanno delle competenze speciali, magari hanno “un dono” e realmente sono più bravi della media dei loro concorrenti. E sicuramente più bravi di molti dipendenti che hanno provato ad assumere.
Il focus di un professionista quindi è sull’acquisire competenza, nell’essere sempre più bravo. Più è bravo, più è gratificato professionalmente e personalmente e più alte parcelle può chiedere.
Con questa mentalità, è convinto che, grazie alla sua bravura, “avrà sempre lavoro” e prospererà. Se i tempi sono difficili dovrà solo impegnarsi di più e mettere più ore di lavoro nella giornata.
Tipicamente, i familiari dei professionisti li vedono raramente a casa. Addirittura, quelli che lavorano a casa, lavorano ininterrottamente.
Ciò di cui non si rendono assolutamente conto i professionisti è la totale personalizzazione del loro reddito e l’assenza di qualsiasi leva.
Ovvero: se lavorano bene guadagnano, altrimenti no. Se il professionista si ammala, il suo reddito cessa istantaneamente. Se il professionista non sa fare una cosa, il suo reddito cessa istantaneamente.

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Tutto è sulle sue spalle perché così concepisce la costruzione del reddito: tante competenze, tanti soldi, in un rapporto 1 a 1.
Di conseguenza, queste persone hanno un’’enorme difficoltà a delegare. E senza delega non c’’è speranza di trasformare un lavoro in un business. I piccoli imprenditori e i professionisti, infatti non hanno un business, ma un lavoro e generalmente lavorano più dei lavoratori dipendenti.
Altro limite autoimposto è in genere la tariffa oraria o giornaliera. Pochissimi professionisti hanno  delle tariffe basate sul valore, né saprebbero come vendere questa cosa ai loro clienti.
Quindi si autolimitano con un numero massimo possibile di ore lavorate oppure con una tariffa massima ragionevole di remunerazione giornaliera. Questo va dall’’idraulico all’avvocato, senza eccezioni.
A differenza del lavoratore dipendente, il professionista è libero dall’’avere qualcuno sopra di lui – tipico motivo per il quale la gente “si mette in proprio” per essere “padrone di me stesso”. Ma nello stesso tempo è prigioniero di limiti autoimposti: il voler fare tutto da solo e il richiedere pagamenti orari o giornalieri su tempo lavorato o materiali prodotti.
Tra i professionisti ci sono sicuramente le star che guadagnano milioni al mese (pensiamo ai calciatori, per esempio), ma nella media, il professionista paga la sua libertà con maggior tempo lavorato e con soldi spesso paragonabili se non inferiori a un lavoratore dipendente con la stessa capacità e attività.
Unico vantaggio: può pagare le tasse dopo aver pagato le loro spese, le cosiddette spese che si possono scaricare (non poi così tante, ma sempre più del lavoratore dipendente che è tassato alla fonte).
La mentalità del professionista è comunque più facilmente modificabile nella direzione di creare la libertà finanziaria. Sono persone che, comunque, hanno deciso di rischiare e rischiano ogni giorno. E sono abituate a pensare di essere loro gli unici responsabili della loro vita e dei loro soldi.
Un professionista che capisce i metodi per produrre ricchezza e riesce a sorpassare il “come lo faccio io non lo fa nessuno” ha ottime probabilità di creare la propria libertà finanziaria.
Ti sei riconosciuto come professionista o piccolo imprenditore? Hai visto quanto ti costa pensare che “come lo fai tu non lo fa nessuno?”
Hai capito che, per creare la tua libertà finanziaria, devi cambiare il modo di pensare e sostituire la tua bravura con la capacità di trovare altre persone brave e farle lavorare per te? Se non addirittura, far lavorare direttamente i soldi per te?
Questo è ciò che fanno imprenditori e investitori e lo vedremo nella terza e ultima puntata dei cerchi della ricchezza.
Alla tua Libertà Finanziaria,
Alfio Bardolla

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