Cos’è la leva finanziaria?
La leva finanziaria è uno strumento che consente di aumentare i risultati economici di un investimento utilizzando capitali di terze parti. Scopri come funziona e come calcolarla!
Hai mai sentito parlare della leva finanziaria?
Scommetto di si, soprattutto se ti aggiri da tempo nel mondo degli investimenti.
Probabilmente, però, non tutto ti è chiaro. E, magari, ancora oggi pensi che la leva finanziaria sia semplicemente una lente che può ingrandire il risultato delle tue operazioni.
Ebbene, le cose sono un po’ più complicate di queste. Ed è proprio per questo motivo che oggi voglio parlarti in modo chiaro e schematico del concetto di leva finanziaria, accompagnandoti passo dopo passo verso la completa comprensione di questo tema.
Ti consiglio pertanto di ritagliarti qualche minuto di tempo per leggere questa guida: alla fine avrai tutte le competenze per padroneggiare il leverage come un esperto e scoprire quanto possa essere funzionale all’ottenimento di tutti i tuoi obiettivi.
Scoprirai per esempio che indebitarsi a volte può essere un’ottima idea e che può massimizzare il rendimento di un investimento! Ma andiamo con ordine…
Cos’è la leva finanziaria
Cominciamo dalle basi: cosa si intende con leva finanziaria?
Prima di spiegarlo, vorrei condividere con te che il concetto di leva finanziaria può assumere differenti connotazioni in base al contesto:
-
in economia aziendale la leva finanziaria si riferisce all’uso di capitali di terze parti al fine di aumentare un profitto
-
in finanza ci si riferisce invece al reinvestimento di capitali prestati per ottenere un rendimento che sia maggiore delle condizioni onerose del prestito.
Al di là del contesto di utilizzo, memorizza questa cosa: l’effetto leverage è uno strumento che può consentirti di migliorare i risultati della tua azienda facendo ricorso al tanto temuto debito. Un debito che, tuttavia, in alcuni casi che andremo a delineare potrebbe addirittura essere molto conveniente sottoscrivere. Ma quali sono queste ipotesi? E, insomma, quando conviene indebitarsi?
Esempi pratici di leva finanziaria
Immagina di investire 100.000 euro in un immobile. Se utilizzi un mutuo di 80.000 euro e il valore dell’immobile cresce del 10%, il tuo guadagno sarà maggiore rispetto a un investimento totalmente in proprio. Questo è il potere della leva!
Come si calcola la leva finanziaria
Per rispondere al quesito di cui sopra e, dunque, capire come possiamo sfruttare i debiti a nostro vantaggio, dobbiamo prima di tutto comprendere come calcolare la leva finanziaria e trovare il giusto equilibrio tra fonti interne ed esterne di finanziamento.
La formula più semplice di leva finanziaria è questa:
Al numeratore troviamo il totale delle fonti di finanziamento (capitale proprio e di terzi). Al denominatore, il capitale proprio.
A questo punto non occorre che tu sia un grande esperto di finanza aziendale per capire che se la leva finanziaria è:
- pari a 1, l’azienda non sta facendo ricorso al capitale di terzi
- maggiore di 1 e inferiore a 2, l’azienda sta facendo ricorso sia al capitale proprio che a quello di terzi, ma il capitale proprio è maggiore ai debiti
- maggiore di 2, l’azienda sta facendo più ricorso al capitale di terzi che al capitale di debito.
Ma che informazioni possiamo trarre da ciò?
Chi ama le semplificazioni ti dirà che se il leverage è maggiore a 2 l’impresa è sottocapitalizzata e, cioè, ha pochi mezzi propri rispetto al totale delle fonti.
Io preferisco invece valutare la leva finanziaria insieme ad altri tre indicatori molto utili, come il ROI, il ROD e il ROE.
Procediamo per gradi, e capiamo il perché.
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Cosa sono ROI, ROD e ROE
ROI, ROD e ROE sono due fondamentali indicatori di analisi economica di un’azienda.
In particolare, il ROI è il ritorno sull’investimento, o indice di redditività del capitale investito. È un indice di bilancio che indica quanto rende il capitale che stiamo investendo in un’azienda. È calcolato in questo modo:
A sua volta, il risultato operativo è la differenza tra i ricavi e i costi della sola gestione caratteristica, ovvero del core business societario (non rileveranno, dunque, i ricavi e i costi straordinari).
Il capitale investito netto è invece la somma degli impieghi caratteristici, meno gli ammortamenti e gli accantonamenti. Se preferisci, è l’attivo totale netto che appare in bilancio, detratti gli investimenti non direttamente collegabili al core business.
Questo indicatore ci consente di capire se l’azienda è in grado di coprire o meno i costi di gestione, un segnale della capacita reddituale dell’impresa in merito alla sua gestione.
Un altro indicatore fondamentale è il ROD, il costo del capitale di debito, valore che rappresenta il tasso medio di remunerazione del capitale preso a prestito. Si calcola così:
Nel caso in cui il valore dell’indice sia pari a zero, significa che non vi sono oneri finanziari.
Ora, senza scendere in eccessive formulazioni, posso rammentare come l’effetto della leva finanziaria (EL) sia determinato dal differenziale tra il ROI e il ROD:
A questo punto per chiudere il cerchio e fornire – finalmente! – qualche spunto concreto, bisogna introdurre l’ultimo indicatore che ci sarà utile in questo frangente: il ROE.
Il ROE, il return on equity, è il valore che evidenzia la redditività del capitale proprio. Si calcola in questo modo:
Evidenzia il tasso di remunerazione del capitale di rischio, ovvero quanto rende il capitale conferito dai soci all’azienda.
Ma il ROE è anche rappresentabile come il prodotto dell’effetto della leva finanziaria (EL) e l’indice della leva finanziaria:
Leva finanziaria nel mercato attuale
Nel 2026, il tasso medio di interesse sui mutui in Italia è previsto attorno al 3,5%. Questo influisce notevolmente sulla decisione di utilizzare la leva finanziaria per investimenti.
Come valutare la leva finanziaria
Se hai avuto la pazienza di seguirmi fino ad ora, sarai ricompensato dalle prossime righe nelle quali procederò alla valutazione della leva finanziaria.
Tieni a mente queste conclusioni e salvale da qualche parte. Se:
- EL > 0 il ROI è maggiore del costo medio del capitale di debito. La leva finanziaria è dunque positiva e l’aumento dell’indebitamento è positivo, perché entro certi limiti fa aumentare il ROE. In altre parole, il capitale che prenderai in prestito renderà più di quanto ti costa, e la differenza così sussistente andrà tutta a beneficio dei possessori del capitale di rischio
- EL = 0 il ROI è uguale al costo medio del capitale di debito. La leva finanziaria è pertanto neutra e l’aumento dell’indebitamento dell’impresa non ha alcun effetto sul ROE
- EL < 0 il ROI è minore del costo medio del capitale di debito. La leva finanziaria è dunque negativa. In questa ipotesi aumentare il debito fa diminuire il ROE perché il capitale preso in prestito rende meno di quanto costa. La differenza negativa riduce il rendimento dei possessori del capitale di rischio.
Ma allora cosa dobbiamo fare?
E’ opportuno sottolineare che un aumento dell’indebitamento, pur in presenza di un effetto di leva finanziaria positivo, deve essere valutato considerando l’equilibrio complessivo della struttura finanziaria dell’impresa.
In altre parole, pur in presenza di un effetto leverage positivo, occorrerà prestare molta attenzione alla complessiva situazione finanziaria dell’impresa: anche in tale contesto, infatti, la crescita dell’indebitamento può far aumentare gli oneri finanziari riducendo quindi l’effetto di leva finanziaria, fino ad annullarlo e invertirlo in territorio negativo.
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Effetto leva: cosa devi ricordare
Ora che ho chiarito tutto questo, possiamo condividere qualche conclusione sul cosiddetto effetto leva.
A questo punto dell’approfondimento dovresti infatti avere ben chiaro che l’effetto leva finanziaria (o leverage) è una strategia di finanziamento che – facendo ricorso al debito – può aumentare la redditività del patrimonio netto di una società.
Suggellato tale concetto, fare soldi con l’effetto leva non solo è possibile, ma può essere anche molto vantaggioso.
Il primo passo che ti consiglio di compiere in questo senso è analizzare la leva finanziaria per la scelta delle fonti di finanziamento di un futuro investimento, tenendo conto delle formule che sopra ho sintetizzato.
Rischi della leva finanziaria
Utilizzare la leva finanziaria comporta dei rischi. Se l’investimento non rende come previsto, il debito può diventare un onere insostenibile. È fondamentale valutare attentamente il rapporto tra ROI e ROD.
FAQ
Cos’è la leva finanziaria e come funziona?
La leva finanziaria consiste nell’utilizzare capitale di terzi, quindi debito, per finanziare un investimento con l’obiettivo di aumentare il rendimento del capitale proprio. Può essere utilizzata sia in ambito aziendale sia negli investimenti. Markdown incollato
Come si calcola la leva finanziaria?
La leva finanziaria si calcola mettendo in rapporto il totale delle fonti di finanziamento, composto da capitale proprio e capitale di terzi, con il capitale proprio. Un valore pari a 1 indica l’assenza di capitale di terzi, mentre valori superiori indicano un crescente ricorso al debito.
Quando la leva finanziaria è positiva?
L’effetto leva è positivo quando il ROI, cioè il rendimento del capitale investito, è superiore al ROD, ovvero al costo del capitale preso a prestito. In questa situazione il capitale ottenuto attraverso il debito rende più di quanto costa e può contribuire ad aumentare il ROE.
Quali sono i rischi della leva finanziaria?
La leva può amplificare i rendimenti, ma anche aumentare il rischio. Se l’investimento rende meno del previsto o il costo del debito aumenta, gli oneri finanziari possono ridurre o annullare i benefici della leva. Per questo l’indebitamento deve essere valutato considerando l’equilibrio finanziario complessivo.








